Un compleanno . . . ben riuscito

Capita una volta sola all’anno e in casa è sempre una grande festa! 
Lui è davvero una persona speciale, malgrado a volte mi faccia innervosire, lo meritava! 
Loro li vediamo abbastanza spesso, ma sempre in momenti “di corsa”: c’è da portare o da prendere qualcosa, c’è da dare o ricevere una mano, ci sono cinque minuti e passiamo sotto casa, andiamo a trovarli . . . sono anni che non riusciamo a stare (come prima, quando era viva la Suocera e ci voleva in casa sua alla Domenica) tutti insieme attorno ad un tavolo e parlare con calma tutti quanti insieme. 

Così, durante le feste di Natale la FigliaGrande ne ha parlato con i fratelli e poi mi ha comunicato che per il compleanno del padre avremmo invitato gli zii (i suo fratelli e i relativi consorti) e cucinato un pranzo “a richiesta” . . . del festeggiato.

Detto fatto

Contattati gli zii, visto che la festa cadeva di domenica, confermata la festa.

Richiesta al padre sulle sue preferenze culinari . . .la cosa principale che l’Uomodellamiavita voleva assaggiare erano “i Maccheroncini di Campofilone, col sugo come li faceva la nonna” . . . semplice da dire ma non da fare (anche secondo la zia/sorella), pare che la carne non sia più quella di una volta e, l’osso di manzo con midollo e nervetti acclusi non è più consigliato per i nostri stomaci del 21° secolo.

Abbiamo risolto il secondo pensando a qualcosa che non fosse da cuocere “al volo” e, ricordando che agli zii piaceva molto mangiare qualcosa della cucina lombarda, abbiamo optato per una piccola porzione di polenta che accompagnasse ossibuchi con funghi e/o con piselli.

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Un antipasto tradizionale e semplice: lonza, olive ripiene e fritte all’ascolana, cremini fritti, pecorino e una fettina di bruschetta semplice, per accompagnare, ma non appesantire. 

FigliaGrande, la chéf di casa, si è messa a spignattare dalla mattina del sabato,  le bottiglie di pomodori dell’estate, carne trita e carne a pezzi per il sugo; ossibuchi, piselli, funghi, pentole e pentoloni . . .

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Alla domenica il pentolone della nonna (la mamma dell’Udmv), che da anni, confidenzialmente, viene chiamato “la pentola delle streghe” è stato riempito di acqua e messo sul fuoco appena tornati da Messa alle 11.00 (si sa, tanta acqua ha bisogno di tempo per scaldarsi). Mentre l’acqua nella “polentina” è stata messa più tardi. L’aggeggio ha fatto il suo lavoro con precisione, anche se abbandonata a se stessa per quasi un’ora.

E poi, alla fine, sono arrivati tutti e quattro gli ospiti: baci e abbracci, “dove appoggio la giacca e la borsa?”, “ecco, questo è il regalo per te!”, “Oh! Ecco il piccolino! Quanto è cresciuto!” (i due nipoti più grandi, PiccoloLord e PiccolaLady, erano a casa dei rispettivi padri)
Ci hanno sistemati, noi “vecchi”, sul tavolo più lontano dalla cucina, i miei giovani (più il PiccoloPrincipe sul seggiolone) dall’altra parte perché avrebbero pensato loro al servizio . . . come regalo per la festa del capofamiglia.

Abbiamo cercato di preparare la tavola un po’ diversa dal solito, semplice, ma nel miglior modo possibile. E per questa volta è stato molto semplice . . . La tavola, anzi le tavole, sono state coperte da due tovaglie gemelle e abbellite con una striscia colorata. Calcolando che poi, la mole delle pentole da appoggiare era ingombrante, non si è voluto creare disagi ai commensali . . . 

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Abbiamo messo in tavola le pentole (e non travasato il cibo su vassoi di portata) per permettere a ognuno di servirsi con libertà, come meglio credeva. E per non far raffreddare del cibo che, caldo rilascia aromi e gusti squisiti.

È stato tutto gradito, qualche bis, qualche brindisi, tanti racconti e ricordi dell’infanzia e filastrocche del tempo che fu, quelle che la zia (la sorella dell’Udmv) custode delle tradizioni di famiglia usava per intrattenere i bambini nelle sere invernali vicino al fuoco a casa della nonna. Gliele hanno richieste e filmate, per non perdere le memorie e poterci giocare con i piccoli di casa . . . ai miei figli piace la cultura vintage! 

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Arrivato il tempo della torta (una grande e bella, oltre che buona, Saint Honoré) e del caffè, sono arrivati anche i consuoceri per festeggiare con noi.
Siamo andati avanti in chiacchiere per un bel po’, poi il NonnoPapà se n’è andato a fare un pisolino, ma il pomeriggio è continuato con due gruppi e due conversazioni distinte, uomini e donne, con i figli e la nuora che ascoltavano e ridacchiavano commentando tra loro. 

Poi, è stato come un turbinio di vento . . . Sono arrivate le tre nipoti grandi (figlie dei miei fratelli). Per un attimo c’è stata un po’ di caos. Tutti che chiacchieravano con tutti.

C’è stato un tempo, anni fa, in cui era più semplice incontrarsi tutti insieme, la mia famiglia di origine e quella di mio marito, figli e nipoti erano ragazzi o bambini e giocavano tutti assieme. Per cui i miei nipoti chiamano “zii” gli zii dei miei figli e i miei cognati considerano quasi dei nipoti i miei . . .

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I cognati e i consuoceri se ne sono andati e i giovani si sono messi a giocare con un gioco da tavolo: Monopoly “Trono di Spade”. . . poi sono arrivati CognataGiovane con mio FratelloGiovane . . . è tornato a casa PiccoloLord, che viste tutte le cugine grandi e gli zii si è emozionato e non sapeva da chi cominciare a salutare . . . FigliaPiccola con le due cugine più grandi sono uscite insieme, la nipote n° 3 che deve prepararsi ad un esame, giudiziosamente, è rimasta con noi . . . e abbiamo riapparecchiato la tavola! E non è rimasto che una ciotola di funghi col sugo . . . giusto per condire la pasta il lunedì.
Gli impegni del lunedì mattina hanno consigliato il coprifuoco verso le 23.00 e quando è tornata anche la FigliaPiccola abbiamo chiuso tutto e persino i cani si sono messi buoni e tranquilli . . . 

Stanchi, ma felici, l’Udmv ed io ce ne siamo andati a letto . . . 

 

 

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Matite levate per Upi – unapersonaintorno

Oggi se n’è andata un’amica di lunga data, con cui siamo passate dalla conoscenza tramite il monitor e i blog ad alcuni incontri nella vita reale . . . Ciao UPI, che la terra ti sia lieve! ❤

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Sì, credo sia questo il modo migliore per salutarti.

Nel mondo di Harry  Potter levavano le bacchette magiche, e tra le tue mani non ci poteva essere nulla di più legato a te, quanto magico, che non fosse proprio una matita, sufficiente per creare i più mirabolanti ponti di comunicazione tra te e il mondo.

Tu che ci hai insegnato a conoscere la vita segreta delle pallottole di carta;

tu che ti sei avventurata nei meandri della tua personalità per semplificarla fino a mostrarcela una-e-trina in ogni circostanza, e persino sull’altare;

tu che sei riuscita a restituire vigore persino all’antica usanza della maglia della salute infilata fin dentro le mutande quasi a incastro con il resto della biancheria;

sei arrivata in cima alla tua montagna per unirti a ciò che è Oltre, e diventare tutt’uno con l’azzurro che, da sempre, è parte di te.

Insegna agli angeli a disegnare ed…

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Si chiude l’anno . . . in bellezza

Con tutti i “pulcini” nello stesso “pollaio”, mamma chioccia Fior è davvero soddisfatta!

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Non fa niente se non tutti festeggeranno lo scoccare della mezzanotte con lei, lei sa dove saranno e prevede che si divertiranno con persone simpatiche (qualcuno persino con gente che anche lei conosce bene) e che il primo giorno dell’anno saranno tutti intorno al tavolo della sala a gustare cose nuove o della tradizione famigliare insieme . . . se Dio vuole!

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L’anno che sta per finire e andare “in pensione”, tra una cosa e l’altra, è stato un bel anno. Ci sono stati giorni brutti, giorni così e così e giorni belli, il bilancio è positivo (Fiordicactus valuta i giorni belli con punti doppi!). Si è cercato di trovare la gioia anche nei momenti meno piacevoli . . . perché, se come dice il Vangelo, è facile perdonare chi si ama e facile anche trovare la gioia nelle situazioni più piacevoli e soddisfacenti, la sfida sta proprio nel cercare la gioia là dove meno te l’aspetti!

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E l’anno che arriva, fresco fresco, chissà cosa ci porterà . . . saremo all’altezza delle novità? In questi casi Fiordicactus si affida a Lui, come un bambino si affida al padre e alla madre. Fiduciosa che qualunque cosa succeda ci sarà il modo di affrontarla e l’aiuto per non perdersi d’animo.

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Se non fosse così tardi . . . che per me è già molto tardi . . . vi elencherei in ordine alfabetico tutto quello per cui devo rendere grazie
Se non fosse così tardi . . . e i neuroni già tutti in pigiama che cercano di abbassare le palpebre . . . vi elencherei in ordine di importanza tutti i buoni propositi per l’anno prossimo.

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Ma per stasera mi accontento di mandarvi i miei auguri per un Fine/Inizio d’Anno dei migliori . . . passatelo in gioiosa compagnia di quelli che amate e con cui state bene!

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Tra Natale e Capodanno . . . pensieri sparsi

Tra Natale e Capodanno la vita dovrebbe scorrere tranquilla, normale . . . sempre che “normale” sia uno standard fissato da qualche parte, perché, secondo me, di normale i miei giorni hanno solo il nome e la loro sequenza sempre uguale nei secoli dei secoli amen.

Ecco, già la questione dei nomi dei giorni durante queste feste diventa un caos: se la domenica è la Vigilia, il lunedì è Natale e il martedì è Santo Stefano . . . poi arriva un “lunedì” che in effetti è il mercoldì, ma siccome ci sono ancora provviste e avanzi nel forno, non siamo uscite a comprare nemmeno il pane (e così, per me era ancora “domenica”) . . . oggi, che è venerdì, ma è quasi una festa, dopo domani si finisce l’anno . . .  così, siamo ripartiti con i menù, le liste, le spese! 🙂

Quei tre giorni di festa sono stati davvero sotto l’influsso dello “Spirito del Natale” . . .

La Messa del Natale con la “corale” che ci ha aiutato a intonare i soliti canti, ma con un modo molto più “elegante”! E le Omelie, sia quella della Vigilia che quella di Natale, molto belle, di quelle che non annoiano ma, anzi, arrivano in fondo al cuore e ti smuovono qualcosa . . .

I pranzi e le cene dei giorni festivi, sono stati partecipati e graditi. Abbiamo riscoperto la bellezza dell’apparecchiare la tavola con tutto il garbo possibile. Del cucinare qualcosa di nuovo e qualcosa della tradizione.

Già si partiva dalla colazione, con una tovaglietta mooolto natalizia. E la solita colazione, ma arricchita dalla presenza del panettone . . .

A pranzo, in quei tre giorni non si è mangiato “abbondante”, ma molto vario e molto curato . . . ricette nuove, ricette della tradizione famigliare, tanti dolci 

Tutte le sere, in attesa della 12° notte, si è fatto tardi. Si è giocato a tombola, a carte, ai giochi da tavolo dei bambini che entusiasmano oltremodo anche i grandi! 

E così siamo arrivati a Capodanno . . . 

 

 

 

 

Prepariamoci al Natale (più sacro che profano)

Lc 2,1-14

1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. 4Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. 5Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. 6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.

8C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». 13E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:

14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

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Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 6 gli Auguri

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Buon Natale 

Buon Natale
nel cuore e nelle case
Buon Natale
a chi cresce e chi si accontenta di invecchiare
Buon Natale
a chi arriva e a chi deve andare
Buon Natale
a chi aspetta i regali e a chi ama regalare
Buon Natale
a chi crede e a chi aspetta solo di mangiare
Buon Natale
anche a chi non ha niente da festeggiare
Buon Natale 

c’è un compleanno da festeggiare

da ©Fiordicactus per tutti voi

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Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 5 . . . e i regali?

Prepararsi al Natale è, secondo me, anche prepararsi a condividere la gioia dell’amore!
Ci si prepara a incontrare i soliti amici e parenti, ci si scambiano i regali che questo amore/affetto dimostrano.

E come ogni anno, in questi giorni, torna a galla l’annosa questione dei regali, gioia per qualcuno, dolore per altri! 

Per me (e lo dico subito, sono miei idee personali), i regali non hanno bisogno di aspettare le feste “dedicate”. Quelle feste che il marketing delle grandi e piccole aziende hanno talmente dilatato (in anticipo e anche con un lieve “post scriptum”) che ogni anno, il tempo mi pare rattrappirsi a sole 5 occasioni: Natale, Carnevale, san Valentino, Pasqua, Halloween . . . con un’estate che inizia (nei negozi) ad aprile, un periodo pensato per la scuola che (sempre nei negozi) comincia a luglio e una festa nuova nuova, che è quella del Ringraziamento (made in USA). 

Dicevo, non sono di quelle che si fossilizzano e aspettano Compleanni e Onomastici per fare un pensiero, un regalo o una telefonata! Seguo l’estro! 
Poi, arriva il Natale (e le altre feste regalecce) e più che un piacere, diventa un dovere . . . 
Il problema che mi pongo non è quanto spendere, anche se un’occhio al budget c’è sempre, visti i tempi, il problema è cosa piacerà davvero?
FigliaGrande con PiccoloLord si sono incontrati proprio oggi con altre mamme e compagni di scuola, per salutarsi, passarsi gli auguri di buone feste e scambiarsi qualche regalino . . . Come prima idea dei regali per i compagni di PiccoloLord, FigliaGrande si era orientata verso i libri, ma una telefonata con una mamma l’ha bloccata e si è rivolta agli eclettici mattoncini lego. 

Il pensiero che mi assilla da anni e a cui non ho ancora trovato una soluzione è: comprare qualcosa che potrebbe piacere a me . . . 
O comprare qualcosa di neutro che se anche non piace possa essere riciclato (ricordatevi di controllare, a me fu rifilato un libro con dedica per un’altra persona) . . .
O studiare tutto l’anno vizi e passioni dei vari destinatari e tenere segnato tutto (ho saputo che esiste anche chi ha un quaderno apposito) in attesa di acquistare i regali da mettere sotto l’albero.

Esiste anche un’altra diatriba . . .
Ci sono quelli che iniziano appena finito le feste (grazie ai saldi) a pensare ai regali del prossimo inverno.
Ci sono quelli che riescono a programmare un tot di regali da acquistare al mese, così diluiscono stress e spese.
Ci sono quelli che comprano compulsivamente tutto quello che pensano possa piacere a più persone e, verso metà novembre cominciano ad appaiare oggetti e cartellini dei nomi
E poi ci sono quelli che ti chiedono “Cosa ti serve?”  . . . Una volta ho risposto, ma mi è stato detto: “No, qualcosa di meno caro!” allora, mi chiedo, che me lo domandi a fare??? 😉

I regali, che rebus! Perché malgrado ci si pensi e ripensi, verso questa giornata, cioè a due giorni alla Festa (e io non vorrei uscire alla Vigilia a fare spese, anche se i supermercati saranno aperti) ho scoperto scopri con orrore che mancano ancora un po’ di regali . . . per persone a cui tieni! 

Risolverò, improvviserò, qualche idea avrò . . . ora chiudo e vado a letto,magari mentre dormo mi viene un’ispirazione! Potrei cominciare, domattina, rileggendo questo post! 

 

E, in questi ultimi frenetici giorni,  pressi dal tourbillons degli ultimi acquisti, impegnamoci e cerchiamo di essere gentili con commesse/i e cassiere/i, se noi siamo stanchi e stressati, immaginate loro!

 

Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 4 . . . la tensione cresce

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Le feste si avvicinano e la tensione cresce . . .

Eppure . . .

Il Presepio è pronto . . . è stato il primo!
L’albero è pronto . . . ha seguito di poco il Presepio!
Le luci fuori, sotto il balcone, sono appese e funzionanti!
Persino in casa, in certi momenti, è tutto un lampeggiare di lucine colorate. Contornano i mobili, ammiccano tra i rami dell’albero, illuminano il presepio a giorno!
Sfere dorate, qualcuna colorata, oggetti di legno di forme e colori diversi ma tutti in tema invernal-natalizio!
Persino un vecchio e grosso vaso (dono di una zia) è stato riempito di luci e sfere, pigne, cuoricini . . . dorati (qualche anno fa ci fu una svendita, mi pare di ricordare)!

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Eppure, la tensione cresce . . .

Ci sono gli ultimi acquisti di cibarie e varie perché qua nessuno ha voglia di uscire per gli ultimi acquisti nelle ultime ore della Vigilia . . .
Ci sono ancora alcuni regali (tra cui due davvero importanti) da trovare, ma sono stati mandati messaggi qua e là per capire cosa è meglio e per chi . . .
Ci sono ben 6 menù, tra pranzi e cene. Ma ho stabilito con la mia chéf che il 27 mattina, prima di tutto, ancora in pigiama, faremo un bel “inventario” di quello che è rimasto e da quello cominciamo a stilare i vari menù dei giorni “neri”, ovviamente, neri sul calendario(*)
Ci sono le solite banalità quotidiane da affrontare, una casa da riordinare, gente e cani da accudire e per non farci mancare niente, abbiamo anche il cane (il più grosso) operato (ma di questo ne riparleremo)
Ci sono persino i pacchetti da fare e io aspetto la mia fida impacchettatrice, FigliaPiccola, che arriverà da Roma non si sa quando e nemmeno a che ora, ma ha promesso di essere qua “al massimo entro il 23” . . . ringraziamo Dio di questi piccoli miracoli! Anni fa (per gli impegni di lavoro), arrivava alle 23.15 del 24!

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Allora, la cosa è andata così: stamattina, all’improvviso, la FigliaGrande (Chéf al  comando di quest’allegra brigata) si è resa conto che ha un potente raffreddore, mal di gola, forse mal di denti, che si trascina da giorni. Ha scoperto che mancano solo 4 giorni alla fatidica data del 24 dicembre. Ha preso in mano carta e penna e ha scritto tutte le azioni (be’, forse non proprio tutte, ma le principali) che ci porteranno attorno alla tavola con la famiglia: buona compagnia, bella apparecchiatura e buon cibo . . . e l’è venuta l’ansia da prestazione, per un dieci minuti. Il tempo di ricordarle che ce l’abbiamo sempre fatta e che non siamo un ristorante, siamo una famiglia.
Poi ha preso la borsa, una teglia mini di “fristingo” e se n’è andata al lavoro. C’era in ballo una gara semi seria fra lei e il suo capo: tutti e due con la stessa ricetta, stessi ingredienti e stesso tempo di cottura. Giudice di gara: la bidella!

Quando è tornata a casa, il male alla guancia era aumentato (e fortunatamente il paese è piccolo e c’è sempre un’amica al posto giusto,  andrà dal dentista domani o dopo). Il mal di gola e il “raffreddore”, secondo il medico, hanno raggiunto livelli da antibiotico. Il cane operato voleva uscire e non può uscire (come al solito) da solo, ma solo al guinzaglio. PiccoloLord doveva finire i compiti e studiare la poesia di Natale . . . e l’ansia è sparita!

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Fatemi un piacere . . . pensatemi!

Che tutto vada come deve andare e che noi tutti si riesca a festeggiare il Compleanno di questo Bambino Gesù!
Che il raffreddore/mal di gola/mal di denti della FigliaGrande passi velocemente!
Che i punti dell’operazione del cane reggano malgrado lui salga e scenda dal divano!
Che il Figlio mi abbia dato la “dritta” giusta per il regalo alla Nuora, altrimenti  . . .
Che nessuno degli partecipanti abbia la malaugurata idea di beccarsi virus di passaggio!
Che la FigliaPiccola arrivi in tempo per cucinare quel piatto che ha visto fare e si è impegnata a fare lei!
Che io (ma il lavoro più grosso lo farà “lei” la Figliagrande) possa portare a tavola quel piatto che m’ha colpito la fantasia

Che noi tutti si possa festeggiare le Feste in famiglia con serenità, amore e allegria!

 

 

 

(*)  Quando ho tempo vi spiego la “Teoria dei cuochi”, sui giorni “rossi” e sui giorni “neri” sul calendario! 😉

Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 3 Tradizioni che viaggiano

Come ogni anno, anche nella Città sulla Costa dove di solito arriva tranquilla la Befana, è arrivata santa Lucia.
Che io sappia arriva in poche famiglie, anzi, ormai arriva solo a casa di Fiordicactus. E solo perché da lei abita il NonnoPapà, suo grande amico!

 

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Durante i preparativi di Natale (altra cosa rispetto all’Avvento), teniamo sempre conto di questa tappa intermedia.
Il problema è che se a Bergamo (almeno all’epoca in cui ero piccola io) i bambini trovavano i regali alla mattina del 13 dicembre, appunto il giorno dedicato alla santa. Qua nella Città sulla Costa bisogna lambiccarsi il cervello per trovare la giornata giusta che permetta a un papà e qualche mamma di portare i bambini che girano intorno a Fiordicactus a casa, dove, appunto, santa Lucia, nel ritornare a Siracusa da Bergamo, si ferma per due chiacchiere con il NonnoPapà e a lasciare quel poco di giocattoli restati nel suo sacco. Certo, anche l’asinello si ferma, regolarmente, a raccontare le sue avventure ai cani di casa!

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Anche quest’anno siamo giunti ad un compromesso . . . quest’anno, come un altro paio di volte, la santa è arrivata di pomeriggio, di sabato pomeriggio.

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PiccoloLord, l’unico che abita in pianta stabile qua da noi ha provveduto, con l’aiuto della mamma e del nonno a preparare una bella tavola accogliente e apparecchiata di tutto punto per la santa Lucia e il suo fido accompagnatore quadrupede. E poi è uscito, lo aspettavano per una tombolata.

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I bambini sono stati impegnati in altre attività fino verso le 18.00 e sono arrivati quasi tutti assieme . . . appena entrati, con la luce soffusa hanno notato subito che il tavolo che aveva loro descritto PiccoloLord era pieno di pacchi, sono rimasti tutti a bocca aperta . . . PiccoloLord faceva gli onori di casa, mentre PiccolaLady, Masha(senz’Orso) e Lele titubanti si muovevano con circospezione.

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Abbiamo acceso le luci e, finalmente hanno visto i pacchetti, i quaderni, i colori e i mucchietti di soldini di cioccolata, mandarini, torroncini e cioccolatini. C’è stato un po’ di confusione quando PiccoloLord ha aperto il suo pacco (o, quello che all’apparenza era il suo pacco), e ci ha trovato un pigiama grandissimo; a lui sarebbe anche andato bene il pigiama, ma il NonnoPapà ha protestato che il pigiama era stato promesso a lui e che nel suo pacco c’erano cose che a lui non interessavano . . .
Insomma, ripristinato l’ordine dei regali, abbiamo scoperto che santaLucia quest’anno ha privilegiato il lato glamour delle bimbe e ha regalato cerchietti, mentre all’unico maschietto della compagnia ha portato un bracciale e un calendario legati a una squadra di calcio da lui molto amata. (per il momento sospendo il pensiero femminista che mi è nato, solo perché conosco questi bambini e so che se sono stati “condizionati” non è stata una cosa voluta). Persino al PiccoloPrincipe è arrivata una piccola strenna.

Mentre loro si divertivano giocando, gli uomini di casa sono andati ad approvvigionarsi di scatole e scatole di pizza . . . . che non si sa come, è uno dei cibi preferiti da molti, in questa allegra compagnia.

 

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Risate, chiacchiere, racconti, ricordi e Tv spenta . . . e la cena è finita. Anche il PiccoloPrincipe ha avuto la sua razione di pizza, attraverso il latte della mamma.
E poi, siamo passati alla tombola . . . 20 centesimi a cartella.
Il cartellone della tombola napoletana in mano a PiccoloLord . . . vi lascio immaginare!
Il cartellone è passato di mano, tocca alla giovane Masha(senz’Orso), con più o meno gli stessi risultati

Lo dico con il rispetto dovuto ad un gioco antico, ma a me la tombola non mi piace . . .  mi fa dormire!

Alla fine i bambini se ne sono andati a giocare nella cameretta del PiccoloLord e il gioco ha preso un altro ritmo e siamo arrivati alle 10.30 . . .

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Bing Beng ha detto “Stop!” Chi doveva andare, si è messo la giacca, sciarpa, guanti e cappello e buona notte a tutti!

Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 2 Decorare

Sono giorni di incontri/scontri, di accordi e di liste, di pensieri su cosa è meglio e su cosa non si farà assolutamente . . . decisioni da prendere

Tra tante cose da organizzare e da decidere, abbiamo anche deciso come saranno le tovaglie di quei giorni festivi . . .
Avendo deciso l’anno scorso, senza troppi rimpianti, che le tovaglie natalizie che giravano da anni per casa potevano venir pensionate senza troppi problemi, quest’anno ci saranno novità!

Nel frattempo vi devo confessare che ho scoperto un blog che mi affascina e mi ha dato nuove idee per la mia casalinghitudine(*) è il blog di Bianca, date un’occhiata, nel post che vi ho linkato ci sono altri link di tavole pronte per Natale, un sacco di suggerimenti.

 

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La tavola di Natale di Donna Bianca 

 

Abbiamo recuperato (che qua tra declutter e spaceclearing si va a rilento, ma si fà) una vecchio tessuto, pesante e damascato, bianco avorio, arrivato non ricordo da dove, grande abbastanza per due tavoli. Abbiamo deciso di comprate dei “runner”, anzi abbiamo comprato la stoffa, lunga e stretta, in varie fantasie natalizie . . . poi abbiamo fatto un orlo (alla meglio, tra me e la FigliaGrande) et voilà, ogni pranzo una tavola nuova!

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Per il resto delle decorazioni della tavola, abbiamo pensato ai vari oggettini che sono stati raccolti negli anni, porta candele e cose così e poi basta, perché deve restare lo spazio per mettere i piatti di portata, con le prelibatezze preparate con professionalità e amore dalla FigliaGrande.

Abbiamo addobbato il cancello che da sulla strada. 
Abbiamo applicato le luci sotto il balcone.
Abbiamo preparato l’albero e il presepe.

Tutto senza nuovi acquisti, perché ci siamo accorte che le cose che abbiamo negli scatoloni sono molte e anche simpatiche (qualcuna è lì ad aspettare da anni, perché 3 figli e quasi 40 anni di matrimonio, sono tanti ricordi) . . . l’unica pazzia l’ha fatta la FigliaGrande, ma è una sorpresa! A dir la verità, piacerebbe fare una pazzia anche a me . . . vediamo come posso fare! cena
Insomma, abbiamo preparato tutto per accogliere le persone che ci vogliono bene e a cui noi vogliamo bene. Ci prepariamo a festeggiare un compleanno speciale. Siamo pronti a vivere al meglio la festa, tra sacro e profano!

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(*) Il termine è usato da Fiordicactus nell’accezione più ironica possibile o, come viene riportato anche sulla Treccani on line, “che evoca il piacere di vivere nelle mura domestiche” e, aggiungerei, col piacere di creare per se e per la propria famiglia un ambiente gradevole da vivere dove stare con la famiglia, parenti ed amici in armonia. 

Prepariamoci al Natale (tra sacro e profano) – 1 Cucina e dintorni

Per l’Immacolata sarà già tutto pronto per fare l’albero, controllare le lucine, addobbi, ghirlande, sfere colorate e luccicanti . . .
Lo “spirito” del Natale lo chiamano e pare che quest’anno, a casa di Fiordicactus ne sia arrivato a vagonate!
Ci sono scatoloni pieni di roba, un tavolo intero di scatoloni con scritte che specificano il contenuto, spesso bugiarde . . . in cui la FigliaGrande si tuffa tutta felice. Ha convinto suo padre ad aiutarla per addobbare certi punti difficili da raggiungere, per gli impianti (volanti) elettrici e per tutte le altre mille emergenze che dovessero saltare fuori all’ultimo minuto . . .  Io lascio fare, poi vedo quello che secondo me manca e me lo andrò a cercare!


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Per ora mi concentro in quello che, assieme alla messa e al festeggiamento di una nascita che cambiò il mondo e la vita di molti, è una parte importante (anche se un po’ “profana”) del Natale: la condivisione della gioia, lo stare insieme, l’accoglienza . . . in poche parole, quello che da che mondo è mondo è la preoccupazione principale di ogni mamma . . . cosa metto in tavola???

Perché se un pranzo della festa è da pensare e organizzare almeno dal giovedì, il Pranzo di Natale è una cosa di cui, qua da noi, si comincia a pensare e a parlarne almeno il mese prima . . .

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Certo, lo so che non viviamo per mangiare, ma mangiamo per vivere, però è anche vero che c’è soddisfazione nel vedere la gente che mangia con gusto e vorrebbe il bis.

Per non arrivare stressata, mi affido alle liste . . . che poi modifico strada facendo.
Per non sbagliare, cerco di non dimenticarmi delle cose principali. Ma spesso, affidarsi alla tradizione mi aiuta a non diventare matta.

FigliaGrande odia le liste. Proprio perché non sono definitive, vengono scritte e riscritte. Invece a me piacciono, sono come il canovaccio su cui basare questa “commedia dell’arte” che è un pranzo in famiglia . . . liste, scalette, elenchi da spuntare.  Già mettere nero su bianco le cose che ho in testa, mi fa sentire più sicura, mi sembra il primo passo per fare tutto bene, in tempo.

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Uso un sacco di fogli grandi, gli A4 sono perfetti, si possono piegare o riempire di righe che dividono le colonne . . . Uso pennarelli, molti e colorati (ogni colore dovrebbe servire a individuare l’ambito di ogni parola scritta) . . . se non uso subito i pennarelli e scrivo monocromatico, eccoli pronti per cerchiare con lo stesso colore quello che mi interessa mi salti all’occhio!

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Ho scritto i menù, anche quest’anno si sta a casa nostra, per cui i menù sono 6, dal pranzo della Vigilia alla cena del 26.
Di ogni portata, nella colonna dopo, ho scritto i vari ingredienti. Ho cerchiato le cose da comprare (un colore diverso a secondo del negozio, perché sono fissata, in certi negozi la qualità, in altri il prezzo. Il pesce, al porto)
Con la FigliaGrande abbiamo già individuato qualcosa da poter preparare prima (la chiamano “cucina furba”) senza stravolgere sapori e qualità

Siamo già state alla pescheria giù al porto . . . e abbiamo ficcato tutto nel Freezer (non mangeremo niente crudo, ma se sta in freezer non si rovina niente).

Abbiamo già parlato col macellaio, siamo d’accordo che anticiperemo gli acquisti, anche la carne è migliore se sta un po’ al fresco.

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Certe cose saranno comprate gli ultimi giorni, ma tutto quello che si può comprare prima è già stato individuato, in dispensa abbiamo scorte di quei prodotti “jolly”, tipo: sale, zucchero, scatolame, pasta, panna, latte a lunga conservazione . . . giusto per non ammattirci da qui a Natale (anche per via delle previsioni meteo) cercando di non dover fare la spesa la Vigilia . . . ci sarebbero cose più importanti da fare, quel giorno!

Come ogni anno cucineremo noi, anche quando avremo ospiti. Se questi vorranno portare qualcosa ne sarò contenta. Ma tengo sempre pronto e sottomano qualche piatto che può andar bene come alternativa . . . ho avuto anche di queste esperienze e mi tengo pronta.
C’è da ricordarsi delle varie allergie, delle “simpatie” verso i vari ingredienti, delle intolleranze e dei bambini (magari mangiano per mesi qualcosa, ma se è festa, hai la tavola piena di ospiti e hai cucinato solo quello, sicuro sicuro che il bambino pianterà una grana a non finire perché vuole qualcosa d’altro che implica tempo e cottura di qualcosa di imprevisto)

E poi, bisognerebbe pensare ai dolci e ai vini.
Ma questo, è un argomento di cui parlerò un altro giorno . . .

La signora Cristina, un’amica in visita . . .

L’altro giorno è venuta a trovarci un’amica del NonnoPapà: La signora Cristina.

Sapevamo che sarebbe arrivata alle ore xxx col treno, per cui mi sono preparata in tempo e sono arrivata in stazione, parcheggiato l’auto e pagato il ticket del parcheggio. Svelta sono andata alla ricerca del tabellone degli arrivi e ho scoperto (con grande sorpresa) che il treno che aspettavo non aveva ritardo . . . mi sono lanciata (più col pensiero che con le gambe . . . e qui vorrei che qualcuno delle Ferrovie Statali Italiane leggesse l’appello di dotare anche la stazione della Città sulla Costa di un ascensore per chi, come o peggio di me, ha difficoltà a fare le scale) giù dalle scale e mi sono bloccata!
Lungo la galleria che permette di attraversare i binari e arrivare alle varie pensiline c’erano alcuni uomini e una donna (in divisa, credo da GdF) più un cane di quelli che mi fanno sempre pensare a CappuccettoRosso sono addestrati per trovare la droga e roba simile. Stavano controllando la borsa di una signora che più o meno aveva la mia età . . . io so di non avere questo tipo di sostanze nello zaino, ma è stato il cane, in quanto cane a spaventarmi (sì, ho in casa tre bestie, ma sono le mie e le conosco bene. Invece, un cane lupo, anni fa, mi ha morso la mamo che avevo alzato a riparare il viso). Così, ferma lì finché uno di questi militari mi guarda, chiedo se il cane è ben tenuto dal guinzaglio, spiegando che io ho paura, mi rassicurano, passo . . . il tipo che tiene il cane molla il guinzaglio e il cane mi arriva vicinissimo, mi blocco, ma il cane torna subito ad interessarsi della borsa dell’altra signora . . . e io proseguo veloce! .

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Dopo poche pagine di lettura, qualche treno di passaggio e un sacco di messaggi pre-registrati su come noi “viaggiatori” dobbiamo comportarci in stazione e sui treni, ecco arriva il treno e io e la Cristina ci abbracciamo. l’ho vista solo poche volte, durante gli ultimi 10 anni, ma è una signora simpatica, con un sorriso sincero e contagioso  . . . direi “solare” se non fosse che da un po’ in casa questo aggettivo è stato messo al bando.

Vista la splendida giornata, ne ho approfittato per farle fare un giro su una parte del  lungomare della Città sulla Costa, passando davanti ai pezzi di lungomare rinnovati e a quelli in lavorazione. Intravedendo il mare tra la palme e gli “chalet” (come vengono chiamati gli stabilim

 

enti balneari) chiusi. Arriviamo a casa, su in collina: saluti, baci e abbracci . . . è sempre bello ritrovare un’amica!

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Pranzo, come da sua richiesta, “semplice e normale” . . . ma la FigliaGrande ha una sua idea di “semplice e normale” . . . Pasta pasticciata, con pancetta, funghi e mozzarella, al forno. Siccome è uno dei piatti preferiti da quando l’ha imparato a scuola, qualche anno fa, l’ha preparato in quattro e quattr’otto prima di andare a lavorare. 

Ha portato anche due bei libri, in regalo per il NonnoPapà (qualche giorno fa è stato il suo compleanno) e anche per me! Dirle “grazie” è ancora poco. 

Si parla delle sue e nostre passioni, si parla di figli, grandi e piccoli, si parla del futuro e anche del passato! E presto arriva il momento di salutarsi. E si risale in auto, si ritrova la stazione del treno e di nuovo baci e abbracci . . . ma questa volta, con un po’ di malinconia. Son solo due le visite che ci ha fatto, ma mi pare una zia che conosco da tempo! 

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Speriamo di poterle far visita noi, uno di questi mesi! 

Chi è chi . . . ovvero, Fiordicactus e chi le gira intorno

Fiordicactus
una simpatica xxentenne, ottimista e realista che ne ha passata tante e tante ne ha viste.
Figlia, moglie, mamma, zia, nonna e suocera . . . in attesa di nuove occupazioni.
Una frase che la definisce? “. . . raramente si accontentava di una sola parola quando poteva dirne qualcuna in più.” (Cit da . . . non ricordo)

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stanco e invecchiato da quando l’ha conosciuto anni fa, l’Udmv, resta sempre un buon marito e un ottimo compagno per ogni “pazzia” Fiordicactus decida di compiere ( mugugna un po’, ma alla fine partecipa).
Il suo motto è: “mò vediamo!”

FigliaGrande
la primogenita, dedita alla visione di fiction, non dimentica il suo primo amore: eccelle nella preparazione di primi, secondi, contorni e dolci, abbondanti e gustosi. nonché madre del PiccoloLord

Figlio
il secondogenito, dedito prevalentemente a gustare i piatti preparati dalla sorella, a volte cucina lui. Amante delle escursioni tra mare e monti. Nel tempo libero, ha messo su famiglia che, al momento, è composta da Nuora, PiccolaLady e PiccoloPrincipe 

FigliaPiccola
la terza e l’ultima, anche lei ama la buona tavola, sia come cuoca che come gourmet. essendo appassionata di cinema, ha unito le due passioni . . .
attualmente ha un Moroso col quale divide vita e passioni

NonnoPapà
personaggio ibrido, un po’ papà (a cui si deve il soprannome della protagonista dalla di lei infanzia)  e un po’ nonno . . . è un’uomo di altri tempi, degli anni ’30 del secolo scorso, per l’esattezza. Per cui, ha idee politicamente scorrette (e se ne vanta). Ha “subito la guerra”, intesa come la II guerra Mondiale. Per cui ha un sacco di storie da raccontare . . .

Pik(kolo), Carrie Bradshow,  Bella Swan . . . sono i cani di casa!

Halloween, anche quest’anno . . .

Halloween anche quest’anno, tra chi lo demonizza, chi lo sopporta e chi lo vive per quello che è per i bambini . . . un gioco!

Qualche anno fa, avevo trovato un bel post e l’avevo proposto qua, rileggetelo se volete saperne di più!

Qua nel nostro “PiccoloMondo”, finalmente un nutrito gruppetto di bambini ha raggiunto l’età per partecipare alla vita “sociale”. Abbiamo la nostra fermata dello scuolabus (mentre prima dovevamo andare un paio di vie più in là, con una salita di mezzo) e i bambini, al mattino, ci vanno spesso da soli a piedi (e si sentono tutti molto “grandi”). Oggi, le mamme hanno pensato di farli girellare per le vie, come abbiamo imparato dai telefilm americani, a chiedere dolci vari. Chissà, come sarà . . . intanto noi abbiamo addobbato cancello e cortile . . . pare che la festa finale sarà qua! 🙂

Vi aggiorno . . .

Oggi, mentre il sole ci salutava, 6 tra mamme e zie e una decina di bambini sono partiti, in gruppo, su e giù per le strade dei dintorni, qualcuno ha aperto e donato dolcetti, qualcuno ha fatto finta di non esserci, qualcuno ha fatto un po’ di scena, ma niente dolcetti . . . e poi sono arrivati qua . . . dove c’era un tavolino apparecchiato per tutti loro: patatine, un vassoio di dolci a tema, succhi di frutta, acqua e aranciata . . . perché una camminata così mette fame e sete.
Visto che si era fatto notte, avevo acceso i pochi oggetti con candelina che avevo . . . vediamo se per l’anno prossimo posso fare meglio. ma anche pochi, creavano l’atmosfera, altra luce era fornita dalla finestra della sala, per via delle tende gialline era una luce soft, molto in tema . . .

Visto che tempo fa, in un blog che ho scoperto da pochi mesi, ho visto delle belle “apparecchiature” in tema . . .  ho voluto provare anch’io . . . vediamo cosa ne pensate!
Vi consiglio di guardare tutte gli allestimenti, ce ne sono di molto speciali. Mai pensato che ci fossero così tanti “oggetti” per decorare una tavola!

Presto le foto (scusate, ma questo è un periodo di rodaggio dopo tanto tempo senza scrivere e aggiornare il blog!) 🙂

 

Ricomincio da te . . . #MeToo & #quellavoltache

Ricominciare, raccontando i fatti, la cronaca della mia vita, raccontando le emozioni che provo e i sentimenti che vivo o raccontando le mie reazioni ai fatti del mondo . . .

Ricomincio da te . . . ragazza che hai subito abusi, che hai subito molestie, che hai saputo reagire a un uomo “predatore”, ma anche a quelle che, finora, sono solo la spalla sulla quale qualche amica piange dopo brutte esperienze

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Non sono e non sono mai “femminista” se femminista fa rima con “estremista” (“tremate tremate, le streghe son tornate”)
Sono “femminista”, quando s’essere femminista è sentirsi uguale agli uomini (a volte anche meglio), per come sono stata educata in famiglia, una famiglia di maschi e femmine che sapevano e potevano fare le stesse cose se solo serviva.

Sono stata giovane, prima, dopo e durante l’adolescenza, in un periodo dove sui giornali si parlava di Franca Viola e del suo “gran rifiuto” . . . di Milena Sutter, il suo rapimento e la sua morte . . . dei referendum sulla Legge 194 e sulla Legge Fortuna-Baslini”  argomenti come l’aborto e il divorzio, fino allora mai trattati in molte famiglie italiane.
Argomenti di cui poi si parlava sia a tavola con i genitori, sia a scuola con la Prof di Italiano (al sabato, lezione di “attualità”, per quei tempi, una prof rivoluzionaria) . . . non posso non dirmi “femminista”. Quello che non mi va, è che questa etichetta, a volte, comporta anche un’appartenenza politica . . . come dire che una non può essere femminista, ambientalista o altri “ista” senza essere anche politicizzata . . . o “estremista”!

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Ecco, io sono femminista, ma non schierata.

Tra l’altro, non ricordo di abusi subiti, non ricordo di apprezzamenti, di palpeggiamenti, di attenzioni particolari . . . sono stata fortunata! (o ero davvero così racchia?)

So che esistono i mostri, so che esistono i cretini, so che ci sono donne che non hanno nemmeno più il coraggio di uscire di casa. O che certe storie subite le hanno nascoste così bene, in fondo al cuore, che non hanno il coraggio di parlarne con nessuno.

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Ecco perché ho deciso di partecipare alla campagna per aiutare le donne a raccontare le loro brutte esperienze #MeToo  o #quellavoltache, perché non ci sia più vergogna per le donne e perché quella parte di uomini che ancora pensano che in qualche modo le donne “se la vanno a cercare” vengano emarginati e capiscano che è ora di cambiare atteggiamento. Per non parlare di quelle donne che sono più cattive degli uomini contro chi soffre già di suo.

E, ricordiamolo, certe violenze, certe umiliazioni, non riguardano solo le ragazze, le donne . . . 

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Ritornerai, ritornerai…

L’Estate sta finendo . . . l’Inverno sta arrivando!!!
Godiamoci intanto l’Autunno!

Si ricomincia a chiudere le finestre, a una certa ora . . . ma mentre sono aperte si può sentire ancora un po’ l’estate: sole brillante e aria piacevole, mentre si fanno i mestieri di casa si può stare ancora in mezze maniche.

FOGLIE

I ragazzi sono tornati all’orario ritmato della scuola. Un po’ di caos al pomeriggio, per via dei compiti . . . qua da noi PiccoloLord, che affronta le materie nuove della 3° elementare primaria ha un problema con la partenza, una volta che riesce a trovare il compromesso con la mamma, ecco che prende in mano penna e colori e si mette a fare i compiti in quasi piena autonomia.

Fior di Cactus ha deciso che è ora di ricominciare . . . e ha cambiato l’arredamento del blog. Colori autunnali, ma vivaci. Quei colori delle foglie morte, ma ancora piene di sole!
Tutti questi mesi, un sacco di vita (perché non ho trovato il tempo di raccontare?)
Tante cose nuove di cui mi sto interessando (che vorrei raccontare, prima a me che a quei miei venticinque lettori (come dice il Manzoni) ).
Tanti progetti in testa su cui fare un po’ d’ordine scrivendone e descrivendoli.

Le parole che sono lì, ferme, ma pronte a uscire, aspettano solo che io sia lì, pronta a scriverle!

Lettera

Certo, sono mesi che non scrivo . . . ma, come per andare in bici, basta poco e ci si riabitua facilmente! A volte penso che lo scrivere faccia parte di me, come il parlare e il respirare . . . ho cominciato anni fa, con la matita e poi con la “cannuccia” e il pennino e pian piano, di volta in volta, mi sono modernizzata!

 

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Pasqua, tra spiritualità e tutto il resto!

Mai come nelle festività vivo la vita come vorrei . . . come mi piacerebbe che fosse tutti i giorni.
L’allegra confusione delle visite, quella leggera ansia nel preparare cibo e accoglienza al meglio, le chiacchiere in libertà e i ricordi, i momenti seri e quelli allegri, conoscere realtà diverse e uguali (in fondo) alla nostra. La condivisione di pensieri, parole e vita.

Come sempre capita in certi periodi dell’anno c’è stata la parte spirituale. E sentire il sacerdote (nell’Omelia di Pasqua) ripetere, con altre parole, i concetti sentiti da un’amico (molto laico) la sera prima circa il saper guardare avanti, non aver paura del futuro, rinnovarsi e lasciare il passato indietro senza rimpianti è stato sconcertante!

Sono stati 3 giorni che hanno visto l’arrivo di Emily accompagnata da ReMida, le piacevoli conversazione sugli argomenti che ci accomunano: Outlander, figli, famiglia, la vita vissuta con entusiasmo, il lavoro fuori casa (anche se io, per quello, ormai ho tirato i remi in barca) , il piacere di viaggiare . . .
Tre giorni in cui era presente anche la FigliaPiccola, arrivata da Roma, che si fermerà (mirabile dictu) ancora qualche giorno.
Tre giorni che hanno visto la casa invasa da uova di pasqua, coloratissime! Regalate, comprate, da scambiare al PiccoloLord, alla PiccolaLady e alle piccole Masha e Lele. Ma ne è arrivato uno anche per me! Una bellissima sorpresa, un braccialettino col suo ciondolo!

Non vi sto a fare l’elenco di tutto quello che abbiamo preparato in cucina, di quello (molto di più) che abbiamo poi mangiato, vi dirò solo che per qualche giorno non avrò bisogno di fare la spesa.

Non so quale maligno pensiero mi ha portato a comprare 4 pagnotte di pane da 1/2  Kilo, che sono lì che occhieggiano e che la FigliaPiccola ha proposto di far diventare: Gnocchi di pane, torta di pane, panzanella e via riciclando! In questi giorni tutto si è mangiato, tranne che il pane (o almeno, poco poco), c’erano le “ciambelle strozzose” che di “strozzoso” non avevano molto, ma che si combinavano bene col pecorino abruzzese, col salame coi lardelli e col ciauscolo (marchigiano) e persino con la insalata “Olivier” (quella che in Italia è chiamata “insalata russa”) che ci ha portato l’amica Irina, ucraina Doc, preparata con la ricetta di sua madre.
E i dolci? Tra quelli confezionati, tipici di queste feste, le magnifiche paste portate dagli ospiti, quelli preparati dalla FigliaGrande per il suo PicNic con le famiglie della classe del PiccoloLord e quelli portati dall’amica A. Una felicità per gli occhi e le papille gustative (ho sentito chiaramente, in testa, l’invito: “pancia mia fatti capanna)!

Il tempo ci ha fatto preoccupare, ma alla fine si è risolto a darci un cielo “ttrecchi” come dice la Bice Piacentini (poetessa in vernacolo sambenedettese) nella poesia dedicata alla Città sulla Costa, che in questo vecchio post, potete trovare sia in vernacolo che tradotta.

Il sabato sera con Emily e Re Mida. In piacevole conversazione siamo arrivati alle 2 di notte senza nemmeno accorgercene.
Pasqua in gioiosa compagnia, con una parte consistente della famiglia, il NipoteF, momentaneamente “orfano” di mamma e sorella, proprio il giorno di Pasqua, Irina e le sue figlie . . . davvero una bel momento conviviale.
E “ultimo, ma non ultimo”, il pranzo della Pasquetta, sempre con Emily e il suo simpatico Re Mida, a chiudere le grandi “mangiate” delle feste . . . la sera, cena con una minestra con brodo vegetale e passato . . .

E ora? Ora si torna nei ranghi, in attesa di un’altra occasione per sentire le pentole che fan fracasso, per stare insieme a gente simpatica, senza troppi convenevoli, con delle belle chiacchierate, parlando di personaggi immaginari (libri, serie TV, film) o di blogger che si conoscono bene, senza nemmeno averle mai viste, pensando che ci si potrebbe rincontrare e quando.
Vivendo la vita di tutti i giorni come fosse una festa . . . malgrado i problemi che si possono incontrare.

(Ps. più tardi metto qualche foto! Ora, vado a far qualcosa! L’Udmv ha ricominciato a lavorare e ha i suoi orari! La cosa peggiore dei giorni feriali . . . gli orari!)

 

 

“Fioretti” di Quaresima

Oggi, mercoldì “delle Ceneri”, per i cattolici (quasi tutti, gli “ambrosiani” no, loro hanno dei tempi diversi) ci sarà la cerimonia durante la quale il celebrante sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte dei fedeli, accompagnata dalla formula «Convertitevi e credete al Vangelo» e comincerà la Quaresima . . .

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Tutti (anche i non credenti o non praticanti) sanno che “Quaresima” è, nel parlare comune, sinonimo di “digiuni e astinenze” . . . per questi momenti “forti” dell’anno,  fin da piccoli, ci viene insegnata l’abitudine dei “fioretti” (adeguati all’età e alla salute di ognuno), qualcosa da fare o non fare, qualcosa che ci costi un sacrificio consapevole. 
Una mia amica, signora di una certa età, per esempio ogni anno decide di astenersi dal mangiare dolci e dal mettere lo zucchero nel caffè. Ogni anno, da che la conosco, ci vuole convinzione e costanza! 

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Ho letto un post simpatico (l’ha scritto Lucyetta e non poteva essere diversamente), su vari spunti per “fioretti” moderni, da fare in Quaresima, ricordandoci, come scritto nel vangelo di Matteo: “E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano.”.

Così, siccome già stavo pensando a qualcosa da fare per questa Quaresima, qualcosa che mi facesse sentire davvero il “sacrificio” senza arrivare agli eccessi che poi non si riescono a mantenere e mi farebbero sentire una frana totale, me lo sono letto. Tutto e ci ho trovato quegli spunti che mi servivano.

Oh, siamo chiari, non lo scrivo per sentirmi dire “brava”! Lo scrivo perché questo è il mio diario e, se fossi in dubbio, passo di qua e faccio un ripasso . . .

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Mi piacciono il primo: Riscopri il piacere di qualche antica ricetta” e il secondo punto: Approfitta dell’astinenza per una dieta detox (e per l’anima, e per il corpo)” (tra quelli di Lucyetta). Vado a cercare quel libro in cui ci sono ricette antiche e vedo di fare lo sforzo di cucinare qualcosa di nuovo, anche se solo il venerdì, quando ci viene richiesta l’astinenza dalle carni  (che non proibisce di consumare pesce, uova e latticini, ma proibisce di consumare, oltre alla carne, cibi e bevande che ad un prudente giudizio sono da considerarsi come particolarmente ricercati o costosi.) E in oltre, potrei approfittarne per ricominciare a organizzare i menù,  impegnarmi nel cucinare qualcosa di curato nel pensarlo e nel prepararlo. In questi ultimi tempi ho trascurato la cucina (mea culpa). Qualche volta i miei se ne sono lamentati.

Per attuare il terzo punto: se puoi prenderti qualche giorno di ferie”, la cosa si fa difficile, ma lo potrei accorpare al nono: “fai una gita… ad alto tasso spirituale” . . . una domenica, lasciando la quotidianità della cura della casa, più spirituale.
Potrei anche “liberarmi” qualche ora, qualche pomeriggio di bel tempo, per andare, camminando, a quella chiesetta fuori mano . . .

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Se poi volessi attuare anche il quarto: “spegnendo o decidendo un tempo più “corto” per stare in Internet” (mail, Facebook, lettura di giornali on line o di blog amici, o saltellando da link in link), potrei darmi dei “tempi più lenti”, “dedicarmi a buone letture” e, mentre sono impegnata nelle mie incombenze, “ascoltare della musica classica” . . . (altri tre punti che ci consiglia Lucyetta)

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Un po’ più difficile mi sarebbe il punto otto: “Riprendi il contatto con quel amico che non sentivi da tempo”, per come sono io, non ho molti amici e quelli che ho, li sento, chiacchierona come sono, anche troppo! Ma vediamo cosa si può fare!

Non dimentico il punto dieci, “Poniti un obiettivo preciso, e fai di tutto per raggiungerlo”, che, anche se sembra uno di quei consigli dei vari libri di autoaiuto/motivatori per casalinghe deragliate,  richiamandoci all’autodisciplina ci ricorda che è una “virtù” che fa bene anche all’anima! La procrastinazione è un “peccato” in cui è facilissimo scivolare, come si fa presto a scivolare nell’accidia.

E ora . . . vado a cominciare . . . cerco di cambiare, sia nell’anima che nel corpo.

 

 

Tanto tu torni sempre – Venerdì del libro 11

Mi è stato offerto (a prezzo stracciato) dalle “offerte del Kindle” di Amazon. L’ho comprato per non più di 2,99 in formato e-book, qualche giorno primo o dopo la “giornata della Memoria”. Poi l’ho lasciato lì.

tanto-tu-torni-sempre-la-storia-di-ines-figin-l-bgvgqjCliccando qui potete vedere il video dove la Ines racconta di quei giorni

L’altra sera finito di controllare i messaggi di Whatsapp sul tablet, avevo ancora qualche neurone acceso e sono andata sulla biblioteca degli e-book. L’ultimo libro lasciato a metà, l’ultimo libro comprato a 0,99 (un romanzo rosa) e poi questo . . .  l’avevo preso perché quel periodo e quelle esperienze mi interessano tanto (qualcuno dice “troppo”!), l’avevo lascito intonso perché mi angoscio sempre a leggere, ma quella sera, quella copertina sembrava chiamarmi . . . l’ho iniziato e l’ho finito, compresa l’introduzione, l’appendice e i ringraziamenti! 🙂

La storia è presto raccontata:“Ines Figini aveva meno di 22 anni. Non era ebrea, partigiana o antifascista, ma si era schierata a favore di alcuni compagni di lavoro durante uno sciopero. Così finì nei lager di Mauthausen, Auschwitz-Birkenau e Ravensbrück e infine in un ospedale militare, dove trascorse un anno e mezzo (…) È la storia di una persona a cui il lager non ha rubato l’anima e che ha ripreso a vivere. (…) che, nonostante tutto, ha perdonato. ”  Ma il bello è scoprirla pagina dopo pagina! 

Le 150 pagine del testo cartaceo, lievitano sul tablet (anche perché io siccome che so’ ciecata uso un carattere grande, leggendo la sera tardi, riposante), ma la lettura scorre veloce, non riesco a metterlo giù, intorno a me la casa silenziosa si riempie dei fantasmi di chi non è tornato, le urla dei deportati, dei condannati alle camere a gas, dei soldati tedeschi, dei parenti che la vedono tornare a casa . . . vado avanti con Ines, come fossi lì accanto a lei, fino alle ultime pagine. E mi addormento senza nemmeno controllare l’ora! 

Lo consiglio! Vivamente. M’è piaciuto tanto.
Niente vittimismo, niente recriminazioni, ma scoprire che davvero, siamo tutti fratelli nella sventura e nella gioia . . .
Il “male” non seleziona chi deve soffrire . . .
Il male è ottuso e spietato.
Ma qualcuno è fortunato e ce la fa a batterlo.

Vi metto qui, il link a un’intervista alla protagonista di questa storia, se non trovate il libro, lei racconta tutta la sua peregrinazione.

Con questo post, Fiordicactus partecipa al Venerdì del libro di Homemademamma

Il mio cervello, il mio corpo . . . in lotta!

Perchè di cose da scrivere ne avrei molte, ma mi manca il tempo, ho trovato questo post che (solo a pensarci) mi fa sempre sorridere . . . 🙂
Il PiccoloLord adesso non lo prendo più in braccio, è diventato alto e si considera un “ragazzo”! 🙂

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Il mio cervello e il mio corpo, dovrebbero lavorare insieme, dovrebbero cooperare; eppure a volte li sento litigare . . . li sento discutere, discussioni interminabili e non sempre è il cervello che vince,  quel cervello che dovrebbe essere razionale, logico e perfezionista soccombe. Chi la spunta, a dispetto di tutto è questo corpo:  goloso, pigro e che a volte si dimentica l’età che ha.
Ci sono delle notti in cui il cervello si sveglia e sa, lui lo sa, che bisognerebbe alzarsi e andare in bagno, io sento che scuote il corpo e glielo spiega: “Sveglia, bisogna alzarsi, muoviti!” e poi si sente l’altro, il corpo, che risponde: “Uhmm aspetta, si sta così bene qui al calduccio, non posso aspettare ancora un po’, non  è così urgente . . .” (in effetti ha ragione, in certi orari, uscire dal letto è difficile).
Altre notti, quello stranito del cervello…

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